giovedì 30 novembre 2006

Per rallentare il tempo

La sveglia nel frigo... perché raffrendandosi magari rallenta il processo di "consumazione" del tempo.

Non sarebbe male come idea, no? Questa sera ci provo. Non ci credo, ma ci provo.
E dato che so già che non funzionerà e che il tempo non si può rallentare, muovo ora il primo passo verso la riconquista del mio tempo: tolgo l'orologio,
supero le lancette che solitamente rincorro a vuoto (in un circolo ormai vizioso), balzellon balzelloni avanzo spedita e mi metto per una volta davanti (= al di sopra) di tutte le cose da fare...

Mi apro un blog e me la scrivo, me la canto e me la suono da sola la storia di quella che si è rotta l'anima di star dietro a tutto dimenticandosi di chi le sta intorno...
Mi obbligo, almeno in pausa, a prendermi una pausa da dedicare... in primis a me stessa.
Una volta ficcatomi in testa (e chissà mai che scrivendolo e rileggendolo non ci entri prima) che il tempo comunque passa e che l'unica possibilità per non farsi soffocare dal suo passaggio è calvalcarne l'onda e viverlo al meglio, credo - ironia della sorte - che troverò il tempo per dedicarmi al meglio anche agli altri.

La sveglia non è ancora suonata, ma credo sia ora di aprire gli occhi!

P.S: Dimenticavo... Un giorno, per sbaglio ovviamente, la sveglia nel frigo ce l'ha messa mia madre... Dato che "la mela non cade lontano dall'albero", si sappia fin d'ora che la distrazione è un vizio di famiglia! (Sì, sto mettendo le mani avanti per le "certe", più che "eventuali", corbellerie grammaticali che lascerò in giro... :-)

1 commento:

... ha detto...

Con le giuste proporzioni occorre mediare tra il dedicarsi a sè e agli altri... è ovvio. I momenti da condividere devono essere più sereni possibile. Te lo dice una persona che soffre di "ansia da domenica pomeriggio" Dalle 17 circa della domenica pomeriggio mi parte la sindrome da "domani è lunedì, devo andare a lavorare, non mi devo dimenticare questo oppure quello". Ansia.