La sveglia nel frigo... perché raffrendandosi magari rallenta il processo di "consumazione" del tempo.Non sarebbe male come idea, no? Questa sera ci provo. Non ci credo, ma ci provo.
E dato che so già che non funzionerà e che il tempo non si può rallentare, muovo ora il primo passo verso la riconquista del mio tempo: tolgo l'orologio, supero le lancette che solitamente rincorro a vuoto (in un circolo ormai vizioso), balzellon balzelloni avanzo spedita e mi metto per una volta davanti (= al di sopra) di tutte le cose da fare...
Mi apro un blog e me la scrivo, me la canto e me la suono da sola la storia di quella che si è rotta l'anima di star dietro a tutto dimenticandosi di chi le sta intorno...
Mi obbligo, almeno in pausa, a prendermi una pausa da dedicare... in primis a me stessa.
Una volta ficcatomi in testa (e chissà mai che scrivendolo e rileggendolo non ci entri prima) che il tempo comunque passa e che l'unica possibilità per non farsi soffocare dal suo passaggio è calvalcarne l'onda e viverlo al meglio, credo - ironia della sorte - che troverò il tempo per dedicarmi al meglio anche agli altri.
La sveglia non è ancora suonata, ma credo sia ora di aprire gli occhi!
P.S: Dimenticavo... Un giorno, per sbaglio ovviamente, la sveglia nel frigo ce l'ha messa mia madre... Dato che "la mela non cade lontano dall'albero", si sappia fin d'ora che la distrazione è un vizio di famiglia! (Sì, sto mettendo le mani avanti per le "certe", più che "eventuali", corbellerie grammaticali che lascerò in giro... :-)